
Papa Leone XIV ha ricevuto mercoledì 4 novembre in Vaticano il cantautore statunitense Bob Dylan, premio Nobel per la Letteratura nel 2016, arrivato a Roma per una tappa del suo tour italiano. L’incontro si è svolto nel pomeriggio al Palazzo Apostolico ed è durato circa quindici minuti. Il Pontefice aveva già manifestato il proprio interesse per l’opera del musicista, citando lo scorso luglio un suo testo contro la bomba atomica in una pubblicazione dedicata alla pace e al disarmo.
Dylan, 85 anni, si è presentato all’udienza indossando una felpa nera con il cappuccio. Era accompagnato dal gesuita Antonio Spadaro e da Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, oltre che da Carlo Feltrinelli e dalla sua storica assistente Susan Pullman. Spadaro, che nei mesi scorsi aveva accompagnato in Vaticano anche la cantautrice Patti Smith, ha raccontato che Dylan ha salutato il Papa «in modo quasi timido» e che «ha sussurrato qualche parola, l’incontro è stato intenso a livello di sguardo».
Dopo i saluti iniziali, il cantautore e il Pontefice sono rimasti a parlare da soli per circa un quarto d’ora. Non sono stati resi noti i contenuti della conversazione. Secondo quanto riferito da Vatican News, l’incontro si è concluso con uno scambio di doni: Leone XIV ha consegnato a Dylan un rosario, mentre il musicista gli ha regalato Chronicles, il primo volume della sua autobiografia.
L’incontro era stato preceduto da un riferimento piuttosto insolito nella produzione scritta di Leone XIV. Nel luglio del 2026, nella prefazione al libro Disarmata e disarmante. La pace è un dono, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana e curato dal giornalista Alessandro Banfi, il Papa aveva citato alcuni versi di Go Away You Bomb, una composizione scritta da Dylan nel 1963, durante la Guerra Fredda.
Il testo si rivolge direttamente alla bomba atomica, denunciando la responsabilità umana nella sua costruzione e nel suo utilizzo. Il passaggio ripreso dal Pontefice dice: «Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia». Leone XIV lo aveva inserito in una riflessione sulla necessità di contrastare la corsa agli armamenti e di superare l’idea che la sicurezza internazionale possa dipendere dalla minaccia nucleare.
Go Away You Bomb occupa un posto particolare nella produzione di Dylan. Fu scritto per un progetto editoriale dedicato alle canzoni contro la bomba atomica, ma non venne mai registrato né pubblicato in uno dei suoi album. Il manoscritto originale, ritrovato nel 2013, è tornato all’attenzione pubblica negli anni successivi. La scelta di citarlo mostra che l’interesse di Leone XIV per il cantautore americano si estende anche a composizioni meno conosciute rispetto ai suoi brani più celebri.
Nel settembre del 1997 il cantautore si esibì a Bologna davanti a Giovanni Paolo II, durante il Congresso Eucaristico Nazionale, al quale parteciparono circa 300 mila giovani. In quell’occasione eseguì tre canzoni, tra cui Knockin’ on Heaven’s Door, e incontrò personalmente il Pontefice polacco. Giovanni Paolo II riprese poi nel proprio discorso una delle domande più celebri di Blowin’ in the Wind, utilizzandola per una riflessione sul cammino spirituale dell’uomo.
Quell’incontro aveva suscitato anche valutazioni differenti all’interno della Chiesa. Nel 2007 Benedetto XVI espresse infatti alcune riserve nei confronti di «questo tipo di profeti», riferendosi al ruolo attribuito a figure della musica popolare come Dylan. Leone XIV, primo Papa statunitense, ha invece mostrato in diverse occasioni interesse per la cultura musicale e cinematografica del proprio paese.
Dylan proseguirà intanto il suo soggiorno italiano con il concerto previsto per stasera alle 21 al Palazzo dello Sport di Roma, nell’ambito del Rough and Rowdy Ways Tour, che comprende anche tappe a Milano e Bologna. Per il cantautore, l’udienza con Leone XIV rappresenta un nuovo incontro con un Pontefice, quasi trent’anni dopo quello con Giovanni Paolo II.
L’articolo Com’è andato l’incontro tra il Papa e Bob Dylan proviene da Linkiesta.it.
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