
È in corso oggi, venerdì 30 ottobre, uno sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro il carovita, la perdita di potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e l’aumento delle spese militari. La mobilitazione coinvolge lavoratori del settore pubblico e privato, con possibili disagi nelle scuole, nella sanità e negli uffici pubblici. I trasporti, inizialmente compresi nella protesta, dovrebbero invece funzionare regolarmente dopo l’intervento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha disposto il rinvio dello sciopero nel settore.
Le rivendicazioni dell’Usb riguardano soprattutto il peggioramento delle condizioni economiche di lavoratori e pensionati. Il sindacato chiede aumenti delle retribuzioni, il recupero del potere d’acquisto e il ripristino della scala mobile, il meccanismo che adeguava automaticamente i salari all’inflazione. Tra le richieste figurano anche interventi per ridurre il costo dell’energia, degli affitti, dei mutui e dei beni di prima necessità, insieme a una diminuzione dell’Iva sui prodotti essenziali.
«È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra», ha dichiarato l’organizzazione sindacale. La protesta contesta inoltre la destinazione di risorse pubbliche al riarmo, chiedendo che una quota maggiore della spesa venga indirizzata alla sanità, all’istruzione, alle pensioni e ai servizi sociali. L’Usb critica anche i provvedimenti in materia di sicurezza e ordine pubblico che considera restrittivi del diritto di manifestare.
La giornata prevede manifestazioni e presidi in oltre cinquanta città italiane, con i principali cortei a Roma e Milano. Alle proteste partecipano anche studenti, pensionati, lavoratori precari e movimenti sociali. Le autorità hanno predisposto misure di sicurezza rafforzate, soprattutto nella capitale e nel capoluogo lombardo, dopo gli scontri avvenuti durante alcune manifestazioni delle scorse settimane.
Lo sciopero riguarda tutte le categorie pubbliche e private che hanno aderito alla mobilitazione, anche se le modalità di astensione dal lavoro possono cambiare a seconda del comparto. Nella pubblica amministrazione, negli istituti scolastici e nelle strutture sanitarie potrebbero verificarsi interruzioni o riduzioni delle attività, mentre nei servizi pubblici essenziali rimangono in vigore gli obblighi di legge che garantiscono le prestazioni indispensabili. Alla protesta partecipano anche i lavoratori portuali, nell’ambito di una mobilitazione internazionale contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali. Secondo l’Usb, l’iniziativa coinvolge più di cento porti in diciassette paesi e collega le rivendicazioni sul lavoro alla contestazione delle politiche di riarmo.
Il principale elemento di novità rispetto al programma iniziale riguarda i trasporti. Con un’ordinanza firmata il 27 ottobre, il ministro Matteo Salvini ha disposto il differimento dello sciopero nei comparti ferroviario, aereo, marittimo e del trasporto pubblico locale, oltre che in altri servizi collegati alla mobilità. Il provvedimento è arrivato dopo una segnalazione della Commissione di Garanzia sugli scioperi, che aveva rilevato il mancato rispetto del periodo di franchigia previsto dal 30 ottobre al 5 novembre, in concomitanza con le giornate dedicate alla commemorazione dei defunti. Durante questo intervallo la normativa limita la possibilità di organizzare scioperi nei servizi di trasporto.
Salvini ha difeso la decisione sostenendo che il ministero abbia il dovere di garantire gli spostamenti dei cittadini e che la protesta fosse stata convocata senza rispettare i requisiti previsti dalla legge. Di segno opposto la posizione dell’Usb, che considera illegittima l’ordinanza e ha confermato la mobilitazione anche nei settori interessati dal provvedimento. Il sindacato ha dichiarato di essere disposto ad affrontare le eventuali sanzioni e ha avvertito i lavoratori delle possibili conseguenze individuali dell’adesione allo sciopero.
Nonostante il contrasto tra il sindacato e il governo, le aziende di trasporto hanno annunciato il mantenimento dei servizi ordinari. Trenitalia, Italo e Trenord hanno comunicato che i collegamenti ferroviari seguiranno gli orari abituali, senza le cancellazioni precedentemente previste. Anche a Roma, Atac e Cotral hanno confermato il regolare svolgimento del servizio, mentre a Milano autobus, tram e metropolitane di Atm circoleranno secondo la programmazione consueta. Non sono comunque esclusi disagi legati a eventuali adesioni individuali alla protesta o alle modifiche della viabilità necessarie per lo svolgimento dei cortei.
A Roma, dove sono attesi circa ventimila partecipanti, il corteo principale ha come punto di riferimento piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e un percorso che attraversa il centro fino all’area dei Fori Imperiali. Alla mobilitazione partecipano anche studenti e movimenti sociali, con punti di ritrovo in diverse zone della città, tra cui piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza, e piazzale Ostiense. La manifestazione può comportare chiusure stradali e deviazioni del traffico lungo il percorso.
A Milano la mobilitazione comprende due cortei, uno sindacale e uno studentesco, con una partecipazione complessiva stimata intorno alle diecimila persone. Il percorso della manifestazione dell’Usb parte da piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale, e prosegue attraverso corso Buenos Aires e piazzale Loreto, in direzione dei quartieri settentrionali della città. Il corteo studentesco ha invece come punto di partenza piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, e si ricongiunge alla manifestazione sindacale in piazzale Loreto. Gli itinerari annunciati escludono le aree centrali interessate dagli scontri del 17 e 18 ottobre.
Il ministero dell’Interno ha predisposto un rafforzamento dei controlli nelle altre città interessate dalle manifestazioni, tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo, con l’obiettivo dichiarato di prevenire nuovi episodi di violenza. Il ministro Matteo Piantedosi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di gestire anche eventuali situazioni impreviste, affidando a prefetti, questori e forze di polizia il coordinamento delle misure di sicurezza.
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