
Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante cominciano a ridursi nel Sud Italia, dopo cinque giorni di blocchi stradali che hanno provocato gravi difficoltà nella distribuzione di alimenti e carburanti. Nella serata di mercoledì, le principali organizzazioni che ancora mantenevano i presidi in Sicilia e Calabria hanno annunciato la sospensione delle mobilitazioni. In Campania, invece, la situazione resta più complicata. Nella giornata di mercoledì sono stati liberati alcuni punti di accesso alla rete autostradale nelle zone di Caserta e Mercato San Severino, nel Salernitano. Una parte dei manifestanti si è tuttavia spostata verso Pontecagnano, lungo l’autostrada in direzione della Calabria, mentre altri presidi sono rimasti attivi nelle aree industriali.
Giorgia Meloni ha convocato per oggi alle 12, un Consiglio dei ministri per approvare un decreto legge con nuovi interventi a sostegno dell’autotrasporto e risorse aggiuntive per l’agricoltura. L’esecutivo ha contemporaneamente rafforzato i controlli sui presidi che impediscono la circolazione delle merci. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, sono state identificate 1.339 persone, 71 sono state denunciate e 242 hanno ricevuto sanzioni amministrative. In Campania le forze dell’ordine hanno inoltre scortato circa 500 camion per consentire ai conducenti di proseguire il lavoro.
La decisione di sospendere i blocchi in Sicilia è arrivata dopo un incontro nella prefettura di Catania. L’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias), guidata da Giuseppe Richichi, aveva inizialmente respinto l’intesa raggiunta con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mantenendo i presidi lungo l’autostrada tra Messina e Catania, davanti al porto di Palermo e in altri punti della rete stradale regionale. La posizione dell’associazione è cambiata in seguito alle rassicurazioni ricevute sulla possibilità di partecipare ai prossimi incontri nazionali dedicati al settore. Fino a poche ore prima l’Aias aveva confermato l’intenzione di proseguire la protesta a tempo indeterminato.
All’interno del movimento siciliano erano emerse divisioni tra le diverse organizzazioni. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) aveva già deciso di interrompere il fermo dopo l’incontro del 20 ottobre con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, mentre l’Aias considerava insufficienti gli impegni assunti dal governo. Le richieste avanzate da quest’ultima comprendevano contributi straordinari per il gasolio, una sospensione temporanea dei versamenti contributivi, finanziamenti agevolati e maggiori tutele per le imprese di trasporto più piccole.
Anche in Calabria la federazione regionale della logistica Fedralog, che aveva proclamato il fermo, ha annunciato la sospensione della protesta. L’organizzazione ha spiegato di voler dare fiducia al governo in vista dell’incontro già fissato per il 27 ottobre con Salvini. Ha però avvertito che, in assenza di risposte soddisfacenti, potrebbe organizzare una manifestazione nazionale a Roma con la partecipazione dei mezzi pesanti.
La protesta è cominciata per contestare l’aumento del prezzo del gasolio, che secondo gli autotrasportatori sta rendendo sempre più difficile sostenere i costi di esercizio delle imprese. Alle mobilitazioni hanno partecipato anche gruppi di agricoltori, alle prese con l’aumento delle spese per carburanti, energia e produzione. I blocchi hanno però assunto dimensioni più ampie della vertenza iniziale, coinvolgendo sia operatori aderenti alle organizzazioni di categoria sia comitati locali e gruppi autonomi.
Il 20 ottobre Salvini e il viceministro Edoardo Rixi hanno incontrato a Milano le principali associazioni dell’autotrasporto, raggiungendo un’intesa su un pacchetto di sostegni economici che, secondo il governo, supera complessivamente il miliardo di euro. Una parte degli interventi riguarda lo sblocco di circa 480 milioni di euro destinati a soddisfare le domande di contributo presentate dalle imprese entro il 30 agosto. Rixi ha annunciato l’avvio delle erogazioni e ulteriori risorse per i mesi di settembre e ottobre, precisando tuttavia che il relativo credito d’imposta sarà utilizzabile nel 2027.
Il ministro Salvini ha inoltre dichiarato la disponibilità del governo a valutare un tetto al prezzo del gasolio. Si tratta però di una possibilità ancora da discutere, distinta dagli stanziamenti già annunciati. Il decreto atteso in Consiglio dei ministri dovrebbe formalizzare gli interventi concordati e introdurre ulteriori misure per il comparto agricolo.
Il governo ha assunto una posizione più severa nei confronti delle iniziative che impediscono ai camion di transitare. Dopo una riunione presieduta da Meloni a Palazzo Chigi, alla quale hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Salvini e i ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi, l’esecutivo ha ribadito la necessità di distinguere le rivendicazioni degli autotrasportatori dai comportamenti illegali.
Piantedosi ha coordinato gli interventi con prefetti e questori delle province interessate, chiedendo particolare attenzione al rischio di infiltrazioni criminali. In Campania sono state raccolte segnalazioni di intimidazioni e danneggiamenti ai danni di conducenti che volevano riprendere il lavoro. Nel Casertano alcuni camionisti hanno denunciato il taglio degli pneumatici dei propri mezzi e pressioni per costringerli a partecipare ai blocchi. Gli episodi sono oggetto di accertamenti da parte degli investigatori.
L’articolo Il governo prepara un decreto sugli aiuti agli autotrasportatori, mentre i blocchi continuano in Campania proviene da Linkiesta.it.
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