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AVELLINO – Scattano i presidi e cresce la tensione in provincia di Avellino per la protesta contro il caro carburante. Gli autotrasportatori e il comparto agricolo irpino sono scesi in strada contro l’impennata dei costi del gasolio, che sta mettendo a rischio la tenuta delle imprese e la stabilità della catena di distribuzione locale.

I disagi maggiori si registrano nei punti nevralgici della viabilità provinciale:

  • Grottaminarda e Valle dell’Ufita: Focolaio centrale della mobilitazione, dove decine di tir e veicoli commerciali si sono radunati in presidio nei pressi dello snodo autostradale e dell’area commerciale. I conducenti denunciano un livello di costi ormai insostenibile, che azzera i margini e rende ogni viaggio in perdita.
  • Caselli A16 (Avellino Ovest ed Est): A Torrette di Mercogliano e agli accessi di Avellino Est si registrano rallentamenti e blocchi simbolici. Ai tir del trasporto merci si sono uniti i trattori degli agricoltori per protestare contro i rincari del gasolio agricolo e delle materie prime.

“Con questi prezzi lavorare significa rimetterci di tasca nostra. La nostra è una protesta pacifica, ma siamo allo stremo”, fanno sapere dai presidi.

Il timore per le prossime ore riguarda i potenziali ritardi nell’approvvigionamento delle merci e i disagi per la circolazione lungo la rete autostradale e le statali di collegamento. Le categorie chiedono risposte immediate al Governo per calmierare i prezzi ed evitare un blocco totale delle attività.

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