Pubblicità

Primo giorno di scuola, scuole, ingressi a scuola. Bologna 15 Settembre 2026 - Bologna - Italia (Photo Alessandro Ruggeri / LaPresse) First day of school, schools, school entrances. Bologna, September 15, 2026..– Bologna - Italy (Alessandro Ruggeri/ LaPresse )

Il governo vuole ridurre la presenza degli studenti stranieri nelle classi. O almeno così dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ieri ha annunciato che arriverà in Consiglio dei ministri un provvedimento per introdurre per legge un numero massimo di alunni stranieri per classe, insieme all’obbligo per alcuni genitori di imparare l’italiano e al divieto di burqa e niqab a scuola. L’annuncio è arrivato dalla festa di Gioventù nazionale, ma sul contenuto della misura relativa agli studenti stranieri sono emersi maggiori dettagli il giorno successivo.

Il limite del trenta per cento, infatti, non sarebbe una novità assoluta. Esiste già dal 2010, quando fu introdotto con una circolare dell’allora ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ma secondo Repubblica è stato spesso derogato nelle aree con una forte presenza di famiglie immigrate. Il governo di Giuseppe Valditara punta ora a trasformarlo in un obbligo previsto per legge.

La norma, però, non dovrebbe riguardare indistintamente tutti gli studenti stranieri. Il tetto, scrive ancora Repubblica, sarebbe applicato agli alunni con cittadinanza non europea che conoscono poco o per nulla l’italiano, sulla base anche dei risultati ottenuti nei test e delle verifiche sul livello di preparazione. Una distinzione importante perché gli studenti stranieri nelle scuole italiane sono circa novecentotrentamila, l’11,6 per cento del totale, ma quasi due terzi, circa seicentosettemila, sono nati in Italia. Solo una parte di loro sarebbe quindi interessata dalla nuova regola.

Il problema principale sarà capire come applicare il limite nelle zone dove la composizione demografica rende difficile distribuire gli alunni tra istituti diversi. Repubblica cita il caso di una scuola di Mestre nella quale il novanta per cento degli iscritti alla prima è di origine bengalese. In situazioni del genere i dirigenti scolastici dovrebbero spostare gli studenti verso altre scuole, con il rischio di allontanarli dal loro quartiere. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha definito la questione «difficile da attuare», ricordando che le scuole devono accogliere i ragazzi del territorio e chiedendo cosa si dovrebbe fare «se nel quartiere prevalgono gli stranieri».

Il governo sostiene invece che il nuovo sistema dovrebbe essere accompagnato da un coordinamento più forte tra gli uffici scolastici per distribuire gli studenti nelle cosiddette scuole di prossimità. Il ministro Valditara aveva già spiegato nei giorni scorsi di voler intervenire proprio perché il limite esistente non sarebbe stato applicato: «Se l’80% dei ragazzi in una classe non sa parlare italiano, l’insuccesso scolastico si moltiplicherà e coinvolgerà tutti».

Il tema è anche quello dell’integrazione. L’abbandono scolastico è molto più frequente tra gli studenti senza cittadinanza italiana, così come la cosiddetta dispersione implicita, cioè la conclusione degli studi senza aver acquisito le competenze di base. I sindacati propongono per questo un rafforzamento dell’insegnamento dell’italiano per stranieri e più mediatori culturali, mentre il governo punta anche su corsi di italiano obbligatori per i genitori degli studenti con maggiori difficoltà linguistiche.

La proposta arriva inoltre in un momento politicamente significativo. Meloni ha iniziato a incorporare nel proprio programma temi già sostenuti da Roberto Vannacci e dal suo partito, Futuro nazionale, con l’obiettivo di presidiare lo stesso spazio politico in vista delle elezioni del 2027 – ne ha parlato qui il Post. Il tetto agli studenti stranieri era già stato rilanciato nei giorni precedenti proprio da Vannacci e dal deputato Rossano Sasso. Anche il divieto di burqa e niqab annunciato dalla premier rientra nella stessa iniziativa, insieme all’obbligo per i genitori di studenti stranieri con «gravi problemi di inserimento scolastico» di imparare l’italiano.

Per ora, dunque, la questione è soprattutto quella di come trasformare un limite già previsto, ma largamente disapplicato, in una regola effettivamente applicabile senza creare nuovi problemi di distribuzione degli studenti. Il governo dovrà stabilire criteri, deroghe e modalità concrete per le scuole nelle aree a più alta presenza migratoria. È lì che si misurerà la differenza tra l’annuncio politico e la sua applicazione pratica.

L’articolo Il governo vuole limitare il numero di studenti stranieri nelle classi proviene da Linkiesta.it.

Powered by WPeMatico

Visualizzazioni: 0
- / 5
Grazie per aver votato!